venerdì 14 dicembre 2007

Preferisco oziare

Non dico nel senso di non fare nulla tutto il giorno ciabattando tra cucina e sofà con una birra in mano, un accappatoio buttato addosso e l’assoluto nulla in testa, nella armoniosa partecipazione ed il pieno godimento di tutte le parti del corpo insieme al più beato fra tutti: lo spirito. Lo ammetto, anche quella è una delle più dolci fra le intime esperienze di pigrizia, ma quando parlo di ozio intendo quello stato della mente e del corpo in cui si agisce e le azioni - dalle più semplici alle più complesse - non hanno traccia di fatica o sforzo verso qualcosa o qualcuno altro da sè. Ci si sente e si è ciò che si fa.

E’ un particolare stato di grazia che solo alcuni hanno il privilegio di incontrare ma che tutti gli esseri umani liberi possono conoscere. Aristotele lo chiamava schole, ovvero il diletto coltivato. Coltivare un diletto significa adoperarsi per ciò che piace. Un lusso di questi tempi. Il problema è che continuiamo a vivere con l’idea che avere un posto di lavoro sia il presupposto per assicurarci un’esistenza libera, dignitosa e giusta; abbiamo addirittura proclamato il lavoro un diritto per poi andarlo a rivendicare tutti insieme nelle piazze. Che aberrazione! Il lavoro ha perduto il suo valore originario quando ha smesso di essere una risorsa per l’individuo. Ed è così che noi esseri umani, invece di oziare allegramente coltivando il nostro diletto ed esercitando la nostra libertà, sprechiamo almeno 10 ore della nostra giornata a portare avanti lavori o faccende di cui non ci interessa un fico secco ma per cui riceviamo uno stipendio, il più delle volte misero e non sicuro, e nessuna soddisfazione. Bisogna fermare questa pazzia del lavoro - diceva Lafargue - e rivendicare l’attività più sublime dell’uomo: oziare, finalmente.

Uniamo dunque le nostre competenze per un mondo migliore e smettiamo di lavorare.

Suggerisco agli aspiranti oziosi la lettura delle 5 regole d’oro per farsi licenziare su www.idler.co.uk (http://idler.co.uk/notes/how-to-get-made-redundant/#more-154)

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